~ Libraia su misura  ~

Categoria Ceci n’est pas une vie

Diario precario

Genesi

“Dio, il Signore, avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli del cielo, li condusse all’uomo per vedere come li avrebbe chiamati, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli avrebbe dato…. Continua a leggere →

Inter inaequales nulla societas

Sono ovunque. Sono il caporeparto che vessa l’impiegato più fragile, il collega che sparge cattiverie e maldicenza. Sono quelli che spintonano sui mezzi, che tagliano la strada agli incroci. Sono i bulli adulti che insultano e deridono i più deboli…. Continua a leggere →

In libreria

Sono le undici e trenta. Fuori, stracqua a secchi incattiviti. In libreria pochi clienti arruffati un po’ dal sonno e un poco anche da questa pioggia stizzosa. Sistemo un po’, riguardo qualche ordine, faccio due parole su Asimov, Mieville, Simmons… Continua a leggere →

Tempus tempora temperat

Quando i cani neri tornano a sorvegliare l’orizzonte, taci. Stai a mezzaluce. Comprimi i pensieri, chiudi i libri. Smetti di mangiare, non aprire l’acqua per lavarti, non spostare i vestiti. Non regolare il tempo. Leva la musica. Taci e dormi…. Continua a leggere →

Una lente

Si stava ingrandendo, questo era un fatto. I piedi, già piuttosto grandi, non stavano più a posto nelle scarpe da un po’. La gravidanza, diceva qualcuno. Il tuo lavoro, altri. Poi però aveva notato il naso, nelle foto. Sarà stata… Continua a leggere →

Casa #2

Certe sere sono diverse. Il quartiere si accende riflettendo il vetro e l’asfalto, le macchine scorrono sulla statale. I capannoni vuoti rimbalzano gli echi delle case nella strada. I bevitori di birra da marciapiede alzano il volume della radio; il… Continua a leggere →

Casa

Il cielo è questo, oggi. Sotto, una tensione cattiva che il cortile riverbera. I bambini gridano incapricciati, stanchi. Gli adulti urlano, non comprendo le parole. Di sopra qualcuno rovescia dei mobili, sbatte le porte, si precipita con passi violenti, pesanti,… Continua a leggere →

Petty bullshits

Il treno è parecchio in ritardo e la banchina, di solito ventilata, a quest’ora è in pieno sole. Nutro, perciò, la velata preoccupazione di arrivare in libreria con la stessa consistenza oleosa (e chissà magari anche l’odore) di un salmone… Continua a leggere →

Pensando a Testori, e al dio di Roserio

E qui un tempo ci abitava un dio, un dio minimo, il Dante Pessina. E ci sono ancora le biciclette e il pioppo – enorme – che segnala, tremolando di foglie piccole, la brezza; la speranza nel caldo di Luglio…. Continua a leggere →

Sospensione

Il tempo negli ospedali diventa sostanza. Lo puoi sentire, spesso e denso, muoversi tra le stanze. È il qui e ora vorace e degli appena nati per i quali un seno gonfio racchiude il senso intero dell’esistenza. È l’interminabile attesa… Continua a leggere →

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